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La coquette di Godard

24 febbraio 2017

“Une femme coquette” (“una donna maliziosa”, in italiano) è una piccola perla della Nouvelle Vague, opera dall’allora 25 enne Jean Luc Godard. Una pellicola di 10 minuti appena, girata in 16 mm nel 1955 e firmata con lo pseudonimo di Hans Lucas, che il regista usava per le sue recensioni da critico cinematografico. L’opera precede di un lustro il debutto capolavoro di À bout de souffle (Fino all’ultimo respiro, 1960) ed è stata per diversi anni l’oggetto del desiderio di critici e appassionati di cinema, data la sua estrema rarità: solo un’inchiesta di Avclub del 2014 aveva appurato che ne esistesse ancora una copia, per altro riservatissima proprietà di un anonimo privato, conservata in un museo europeo e accessibile solo dietro l’esplicito consenso del regista. Quello che accade oggi e che ha del meraviglioso, una volta tanto, è che tal David Heslin ha caricato questa reliquia cinematografica sulla piattaforma di YouTube, concedendolo alla pubblica fruizione e dandoci la possibilità di poterne godere liberamente.

Tornando al cortometraggio in sè fu girato, dicevamo, nel 1955 a Ginevra ed è liberamente tratto del racconto  “Il segnale”, di Guy de Maupassant. Maria Lysandre, l’attrice protagonista, è praticamente sconosciuta, mentre l’uomo sulla panchina è interpretato da un intimo amico di Godard, Roland Tolmatchoff («Roland Tolma», nei titoli). Nonostante alcune acerbità nel montaggio e un cast non esattamente del mestiere, “Une femme coquette” ha indubbiamente in sè il seme della Nouvelle Vague, manifesto di una gioventù irrequieta e non più a suo agio nel rigore morale del tempo, raccontata con un linguaggio cinematografico colto, stilisticamente ricercato e profondamente compiaciuto della sua dimensione intellettuale.


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