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CD: Non sono più eterni

CD: Non sono più eterni

6 marzo 2017

Non che non ce ne fossimo accorti prima, ma ora è ufficiale: il CD è morto. E se finora si trattava solo di un cambio della guardia nell’uso comune dei supporti di memorizzazione (a favore dei Cloud o della chiavetta nazionalpopolare) adesso la cosa assume dimensioni più concrete e soprattutto più preoccupanti, almeno per i collezionisti.

A quanto pare la tanto sbandierata “immortalità” dei Compact Disc, all’epoca proposti come sempiterno ricettacolo di ogni preziosa memoria da consegnare alla posterità, era un enorme bluff.  L’utilizzo di materiali di bassa qualità, atti a diminuirne i costi di produzione, e alcuni tipi di aerografie particolarmente aggressive chimicamente hanno ridotto la vita media dei CD a una soglia inferiore ai 10 anni. Tradotto: una fitta al cuore per i collezionisti di tutto il mondo.

Inizia tutto con la comparsa di macchioline all’apparenza insignificanti, aloni o smagliature sulla superficie del disco. Ma quello che sembra risolvibile con una lucidata, in realtà ha già compromesso la leggibilità del supporto. Si chiama “Disc Rot”, un innaturale ma spontaneo degrado del disco, una specie di cancro dei cd. L’anomalia in sintesi non parte dalla superficie del supporto ma dall’interno di esso, ed è pertanto refrattaria ad ogni trattamento. Una delle possibili cause è l’interazione tra una lacca di protezione della traccia incisa (in alcuni casi molto scarsa qualitativamente e permeabile ad alcuni composti dello zolfo) ed alcune vernici (a base di zolfo, guarda te! i casi della vita) usate per aerografare il cd stesso o stampare i booklet all’interno della confezione. Altro fenomeno noto, e non meno deleterio, è il cosiddetto “Disc Bronzing” ovvero una corrosione dell’alluminio del cd che vira il colore dello stesso (originariamente silver) verso un anomalo bronzato, ovviamente a quel punto il vostro cd è cotto (e, indovinate un po’, illeggibile)

La cosa curiosa è che il fenomeno non si scopre oggi. Alcune case di produzione, consce di alcune anomalie nella produzione, offrivano gratuitamente, fino al decennio scorso, la sostituzione dei supporti. Il problema è che allora quei CD funzionavano ancora, per cui perché prendersi la briga di sostituirli?

Il nostro consiglio, se siete collezionisti, è di dare una attenta controllata ai vostri supporti. E’ altamente probabile che la vostra collezione abbia più tasselli mancanti di quelli che sospettate…

 


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